Cosa cambia e per quali finalità
Le vecchie tessere cartacee non scadranno come annunciato nei mesi scorsi il 3 agosto 2026, ma manterranno la loro validità fino alla naturale scadenza indicata sul documento.
La decisione nasce dall’esigenza di garantire la continuità amministrativa ed evitare il collasso delle anagrafi comunali, già sotto pressione per il rilascio della CIE (Carta d’Identità Elettronica).
I vecchi documenti cartacei potranno quindi essere utilizzati senza problemi per:
- Rapporti con la Pubblica Amministrazione (Inps, Agenzia delle Entrate, uffici comunali, ecc.).
- Rapporti con gestori di pubblici servizi (trasporti, utenze, servizi postali).
- Finalità specifiche atte a garantire l’efficacia del documento del cittadino sul territorio nazionale.
La novità che non è novità: arriva il documento d’identità provvisorio
Per gestire la fase di transizione e venire incontro a chi si trova con il documento scaduto, smarrito o deteriorato, è stata introdotta una novità: i Comuni potranno rilasciare un documento di identità provvisorio.
Questa misura serve a coprire i tempi tecnici di attesa – le cosiddette nelle more – necessari all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per stampare e recapitare la nuova Carta d’Identità Elettronica a casa del cittadino (processo che solitamente richiede circa 6 giorni lavorativi).
Riepilogo delle regole
| Scenario | Stato del documento | Cosa fare? |
| Carta cartacea non ancora scaduta | Valida fino alla data di scadenza naturale | Può essere usata con la PA e i servizi pubblici. |
| Carta scaduta / Smarrita | Non valida | Richiedere la CIE. Il Comune può rilasciare il documento provvisorio nell’attesa. |
| Viaggi all’estero | Soggetto a normative UE | È consigliabile accelerare il passaggio alla CIE. |